Storia di Montesacro:
Vuole la leggenda che, nella Roma antica, vi si recassero gli àuguri per effettuarvi i loro vaticini, da cui il nome.
Nel tempo avrebbe cominciato ad essere abitato, inizialmente come zona residenziale; uno dei più importanti ritrovamenti ha portato alla luce la villa di Faonte (un liberto di Nerone citato da Svetonio come assai prossimo e devoto alla famiglia dell'imperatore).

La villa è posta lungo un antico diverticolo della via Salaria.
Dopo l'età romana, presumibilmente per la difficoltà di difenderlo militarmente, la zona del monte divenne disabitata e l'unico punto frequentato rimase il ponte Nomentano sull'Aniene, che divenne nel tempo posto di controllo e presidio di dazio.
La rivolta della plebe del 494 a.C.
Il monte è di grande notorietà per esservisi rifugiati i plebei romani in rivolta (un vero e proprio sciopero), che furono ricondotti all'ordine dal senatore Menenio Agrippa con il famoso apologo. La situazione fu velocemente ricomposta dal convincente Agrippa ed i plebei fecero solerte ritorno alle loro occupazioni. La plebe, rimanendo sulla collina per alcuni giorni e rifiutandosi di dare il loro solito contributo alla vita della città, ottenne l’istituzione dei tribuni della plebe e degli edili della plebe; l’istituzione di una propria assemblea, il concilium plebis, che eleggeva i tribuni e gli edili plebei. Le delibere dei concilia plebis (plebisciti) avevano valore di legge per i plebei.
In ricordo dell'evento e a monito per il mantenimento degli accordi pattuiti i plebei eressero sulla cima del monte un'ara dedicata a Giove Terrifico. Forse anche da questo deriva il titolo di "sacro" assegnato al monte”

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